La seta

I filati (e conseguentemente i tessuti) solitamente si distinguono in base alla loro provenienza: animale, vegetale o artificiale; questo in quanto ci sono delle macrodinamiche in base all’origine del materiale che compone il filo, anche dal punto di vista delle risposte chimiche ai coloranti o ad altre sostanze che vengono usate nei trattamente.
Nel caso della seta si tratta di un prodotto di origine animale, ossia la secrezione di alcuni bruchi per la creazione di un bozzolo al cui interno sviluppare il passaggio dalla forma larvale a quella adulta (ossia la farfalla); abitualmente si usa il bruco della Bombyx mori:

Nel caso della seta selvatica tussah invece (che da un filamento irregolare) si usa il bruco della Antheraea:

E’ importante ricordare che, a differenza di ciò che avviene per la lana, recuperare il filo di seta solitamente uccide l’animale, in quanto la sua fuoriuscita dal bozzolo spezza i fili, facendo perdere di valore al prodotto; pertanto la crisalide viene uccisa (solitamente per bollitura) prima che termini il suo sviluppo.

Storicamente la produzione della seta nasce in Cina, pare già dal 3.000 a.C., e da lì si diffonde prima nel resto dell’Oriente per arrivare fino in Europa (lungo la famosa Via della Seta), dove si inizia la produzione locale a partire dal 550 d.C.; la leggenda vuole che dei monaci cristiani siano riusciti a portare dei bachi nascosti all’interno dei bastoni da pellegrini fino a Costantinopoli.

Donne che preparano la seta, in una pittura su seta attribuita all’Imperatore Huizong, inizio dodicesimo secolo, conservato presso il Museum of Fine Arts di Boston

In base ai tipi di lavorazione possiamo avere vari tipi di tessuto derivanti dalla seta (la lista non è esaustiva, ma cita solo i tessuti più diffusi):

1) broccato
tessuto operato realizzato con telai appositi (negli ultimi secoli, con i telai Jacquard), dove i motivi colorati sono ottenuti con trame discontinue; ha origine antica e la seta è solo uno dei materiali con cui può essere realizzato (talvolta anche con l’aggiunta di trame metalliche preziose); nasce come evoluzione del damascato a partire dal XVII° secolo

(pianeta spagnola in seta, fine XVIII° secolo)

2) chiffon
tessuto molto leggero, in armatura tela, prodotto con filati a torsione crepe; è soffice, molto trasparente ma leggermente crespato

(abito da sera in chiffon di seta con ricami metallici, datato 1905, conservato presso il Victoria and Albert Museum)

(abito in velluto, chiffon e pizzo appartenuto a Maria Feodorovna e creato dalla Maison Worth, 1890’s, conservato presso l’Hermitage)

3) crepe
termine generico per tessuti dall’aspetto increspato, granuloso e mosso; l’armatura è solitamente tela (tranne nel caso del crepe satin, in cui è raso) ed esiste anche non di seta (lana o sintetico); l’effetto ondulato viene ottenuto alla elevata e opposta torsione dei fili che compongono trame e orditi

(abito in crepe di seta, realizzato nel 1820-25, conservato presso il Victoria and Albert Museum)

4) crepe satin
tessuto che combina due trame per elaborare una stoffa delicata con un bel drappeggio; si tratta della combinazione di satin e crepe, che realizza un tessuto crespo su un lato e con fluttuanti fili di satin sull’altro

(abito di Madeline Vionnet, 1930’s)

5) damascato
tessuto operato in cui i motivi sono ottenuti dal gioco lucido/opaco; è realizzato con una sola trama e un solo ordito e l’effetto è ottenuto grazie all’uso del raso a rovescio per l’effetto opaco; nasce in Cina ma il suo nome deriva da Damasco, in Siria, che ne è stata una grande produttrice ed esportatrice a partire dal XII° secolo

(damascato italiano, XIV° secolo)

6) dupion
stoffa a struttura irregolare, prodotta quando due bachi covano assieme realizzando un doppio bozzolo; questo fa sì che il tessuto abbia un ampio ringrosso

(abito in dupion e taffetà, 1955, conservato presso il Victoria and Albert Museum)

7) futi
stoffa leggera intessuta ad armatura raso, trattata per produrre una superficie calda al tocco

8) georgette
tessuto lucente, opaco e spiegazzato, più pesante dello chiffon; ha una trama liscia realizzata con crepe e fili intrecciati, ottenendo un tessuto molto leggero al tocco

(abito di scena della Martin Harvey Company, usato nel 1916; la parte rosa è in taffetà mentre la gonna è in georgette con fiori in ciniglia; conservato presso il Victoria and Albert Museum)

9) habotai
termine generico che indica tessuti di seta raffinati, morbidi e ad armatura tela che sono stati sgommati

(abito in tulle ricamato e habotai, 1920’s, conservato presso The Underpinnings Museum)

10) organza
stoffa leggera, con armatura a tela realizzata da un filamento continuo di seta; i fili sono intrecciati in maniera fitta per produrre una rifinitura crespa; talvolta si trova anche una versione metallizzata (con l’aggiunta di fili metallizzati, appunto)

(abito in organza e satin di seta, Inghilterra, 1830, conservato presso il LACMA)

11) ottoman
stoffa ad armatura tela con un pesante effetto a costine prodotto dai fili di trama più spessi

12) satin
tessuto molto liscio composto da lunghi fili fluttuanti sul dritto; la sua versione più pesante è conosciuta come satin duchessa

(abito detto “cigno nero” di Christian Dior, 1945-50, conservato presso il Victoria and Albert Museum, in satin e velluto)

(abito da sera di Worth e Bobergh, satin e pizzo “Point de Gaze”, 1861)

13) shantung
stoffa grezza ad armatura tela, realizzato con la seta selvatica (di cui abbiamo già parlato)

14) Taffetà
tessuto con armatura a tela e una densità di ordito superiore a quello della trama; la caratteristica principale di questo tessuto è il suo colore cangiante, ottenuto usando fili di colori diversi per trama e ordito; ha una struttura serrata e quasi rigida, un aspetto luminoso ed è leggerissimo e brillante


(abito in taffetà per Madame de Pompadour, ritratta da François Boucher nel 1756)

(abito in taffetà conservato presso il KSU Museum, 1858)

15) velluto
Tessuto che presenta un fitto pelo sul dritto, ottenuto realizzando due orditi, contro una sola trama (per realizzarlo ci vogliono dei telai appositi); esiste in vari materiali, quello di seta è antico (ne abbiamo una produzione in Europa a partire dal XIII° secolo) ma oggi sta cadendo in disuso; a sua volta il velluto è classificabile in tantissime sottocategorie, in base all’aspetto e al modo in cui viene realizzato

(velluto veneziano, XIII° secolo, conservato presso il Museo della Tappezzeria di Bologna)


(ritratto di Charlotte Hanway Bigge, realizzato da Margaret Sarah Carpenter, XIX° secolo)

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